<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6680106230876685135</id><updated>2012-02-24T01:17:32.739+01:00</updated><category term='beat generation'/><category term='teste dure'/><category term='giardini reali'/><category term='torino'/><category term='gianni delizia'/><category term='costanza gatti'/><category term='les enfants terribles'/><category term='galleria san federico'/><title type='text'>Richi Ferrero</title><subtitle type='html'>memories dalla beat generation</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://richiferrero.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Richi Ferrero</name><uri>https://profiles.google.com/109200748111606558422</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6680106230876685135.post-206382437111728973</id><published>2012-01-29T23:01:00.000+01:00</published><updated>2012-02-03T23:21:46.234+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='galleria san federico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='beat generation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><title type='text'>Maria in Galleria</title><content type='html'>&lt;div style="color: #cccccc; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/T6xscuS9H8U/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/T6xscuS9H8U&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/T6xscuS9H8U&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt; 1971 La Galleria del Nuovo Romano merita il cielo di Gastini come lo stesso cielo merita il luogo, che più di ogni altro ha visto, negli ultimi duecento anni, passare avanti e indietro il pensiero della città. In quel tratto, in quella manica coperta, che congiunge Piazza Castello a Piazza Carlo Alberto,&amp;nbsp; le parole segnavano la storia anche del mondo beat torinese. La musica la si comprava li intorno, tra Maschio e il Discolo, prim'ancora di Rock and Folk. Ci si nutriva ancora di 45 giri. Allora forse un' agorà, oggi una coronaria della città in questo flusso continuo, ora lento e rado, ora spiccio e fitto. Sulle due scalinate, diagonalmente opposte, da sempre una guerra di cartelli e catene e dissuasori e di giovani vietati a stare seduti, che seduti o per di più sdraiati ci stavamo eccome impossessandoci finalmente di pezzi di città, di questa città allora veramente buia, veramente grigia, veramente deserta, veramente fredda di fatto e di respiri. Fu per rallegrare la situazione che un giorno, in galleria, nella lunga cornice di terra, tra siepini ed erbetta fecero il loro debutto una quindicina di piante di marjuana, che con grande efficacia crebbero abbastanza da formare tutte insieme il miglior momento vegetal-decorativo in Galleria. Si contava, anche avvantaggiati dalla quasi nulla conoscenza di quella specifica verdura, di una più lunga latitanza&amp;nbsp; delle maestranze giardiniere e quello fu l'errore. Decapitate,&amp;nbsp; le piantine già nobili nel loro bel metro d'altezza, furono caricate sul mezzo funebre del mondo arboreo comunale per finire comunque in fumo. Robertino non si dava pace, aveva teorizzato come la Galleria fosse una serra ideale per una produzione locale d'origine controllata. Compose fin una canzone con la sua dodici corde che di corde però ne aveva meno, con accordatura aperta, che facilitava quel simil folk americano più che alla .Dylan, dilaniato. Le parole forse erano di&amp;nbsp; Gianni Delizia, una roba del genere: Torino ti caricherò sulla nave e ti porterò in Bhutan dove non ti dovrò aspettare/non ti dovrò aspettare / Torino ti crescerà la cresta/ comincerai a cantare/ canteremo in Galleria le lodi alla maria... E qui s'inseriva, come inciso rubato "don't bogart that joint my friend, pass it over to me..." del subito mitico Easy Ryder.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6680106230876685135-206382437111728973?l=richiferrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://richiferrero.blogspot.com/feeds/206382437111728973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2012/01/la-galleria-del-nuovo-romano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/206382437111728973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/206382437111728973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2012/01/la-galleria-del-nuovo-romano.html' title='Maria in Galleria'/><author><name>Richi Ferrero</name><uri>https://profiles.google.com/109200748111606558422</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6680106230876685135.post-1520118750928907064</id><published>2011-12-21T00:36:00.000+01:00</published><updated>2012-02-03T23:20:54.858+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gianni delizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costanza gatti'/><title type='text'>"Con delizia e costanza" performance</title><content type='html'>&lt;div style="color: #cccccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;1970/71(?) "Con delizia e costanza" performance. Fu nelle sale infernotte dell'Unione Culturale di via Cesare Battisti, storicissimi scantinati del primo Parlamento italiano, che Gianni Delizia e Costanza Gatti presentarono la loro performance "Con delizia e costanza". Chiaro che non ci fosse una lira da pagare per assistere a quel frammento scomposto di vita, assolutamente surreale, dove Gianni friggeva le uova ingaggiando un rapporto con quella nuova faccia senza naso e senza bocca formata dalla padella con due occhi arancioni e pelle bianca mentre Costanza seduceva il pubblico, cinquanta sessanta persone, con la sua straordinaria sensualità. Costanza tradiva Delizia deliziando il pubblico-amante mentre Delizia veniva sedotto dalle due uova al tegamino, il cui friggere era anche colonna sonora, senza sapere di certo che un tale John Cage....&amp;nbsp; più o meno una cosa del genere. Quando Delizia attore girava la testa e appariva&amp;nbsp; lo sguardo e con lo sguardo la sua faccia, eri certo di trovarti di fronte a Nosferatu, a Charles Manson, a Barbanera, al Maligno di tutte le fiabe. Volto magro e scavato con l'immancabile barba, liscia, appuntita, incolta e nera, capelli corvini lunghi e aggrovigliati. Infine lo sguardo, irraccontabile, comunque due bulbi oculari di cui uno si muoveva per i fatti suoi, quando non sostava, completamente rivolto verso il naso. Inquietante e affascinante era quando l'occhiata, lo sguardo, tra le combinazioni, diventava normale. Un satanasso simpatico, grande esperto della vita in soffitta e on the road in Turin, gran conoscitore di tutte le essenze psichedeliche e affini e attore più che discreto. L'Aids lo ha falciato non ancora quarantenne, ma la morte si è spaventata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6680106230876685135-1520118750928907064?l=richiferrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://richiferrero.blogspot.com/feeds/1520118750928907064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/197071-con-delizia-e-costanza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/1520118750928907064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/1520118750928907064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/197071-con-delizia-e-costanza.html' title='&quot;Con delizia e costanza&quot; performance'/><author><name>Richi Ferrero</name><uri>https://profiles.google.com/109200748111606558422</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Torino, Italia</georss:featurename><georss:point>45.0708515 7.6843404</georss:point><georss:box>44.981139500000005 7.5264119 45.1605635 7.8422689</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6680106230876685135.post-4051995635435064054</id><published>2011-12-19T00:08:00.001+01:00</published><updated>2012-02-03T23:18:59.998+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='beat generation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giardini reali'/><title type='text'>Gesù e Madonna ai Giardini Reali</title><content type='html'>&lt;div style="color: #cccccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;1964/65(?)- Giardini Reali, scendendo da piazza Castello, passato il sottopasso, a sinistra tra i primi alberi il branco cappellone e&amp;nbsp; pacifista se la conta e sopratutto se la canta. A Gesù, Gesù assomigliava abbastanza: capelli neri, lisci, lunghi sulle spalle, barba e baffi, magro ciondolante stanco. Lei, Madonna, non assomigliava per niente alla Madonna, minigonna, capelli cortissimi , musetto magro, occhi pungenti. Quel giorno di pioggia, non si sa più la stagione, ombrelli e teli di fortuna formavano come un carapace sotto il quale respirava un'unica creatura che era buona parte del mondo beat torinese. Si trattava di decidere su quale albero impressionare con la vernice bianca il "Peace". Tra quegl' alberi uno. Se ne occupò Scimmia e chi altro avrebbe dovuto, verniciando sulla prima biforcazione di un ramo il simbolo beat della pace, visibile ancora una quindicina di anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6680106230876685135-4051995635435064054?l=richiferrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://richiferrero.blogspot.com/feeds/4051995635435064054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/196465-giardini-reali-scendendo-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/4051995635435064054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/4051995635435064054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/196465-giardini-reali-scendendo-da.html' title='Gesù e Madonna ai Giardini Reali'/><author><name>Richi Ferrero</name><uri>https://profiles.google.com/109200748111606558422</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Torino, Italia</georss:featurename><georss:point>45.0708515 7.6843404</georss:point><georss:box>44.981139500000005 7.5264119 45.1605635 7.8422689</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6680106230876685135.post-2959996593645441727</id><published>2011-12-06T19:21:00.001+01:00</published><updated>2012-02-03T23:19:58.459+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teste dure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='beat generation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='les enfants terribles'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><title type='text'>Les Enfants Terribles</title><content type='html'>&lt;div style="color: #cccccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;Les Enfants Terribles - Via Marco Polo, ci suonavano Le Teste Dure,complesso senza concorrenti in città. Bruno Avanzato, il chitarrista, masticava cyclesanche quando dormiva, un volto straordinariamente espressivo da messicanostanco, gli occhi scuri e gonfi, un po’ fuori dalle orbite e le mani chestrizzavano la Stratocaster come raramente, allora, si poteva sentire. LesEnfants Terribles fu con La Cavadi via Principessa Clotilde il punto di riferimento, prima dell’apertura delPiper, della Beat Generation torinese, i luoghi di copertura dove si sostava a oltranza e venivano accolti "gli scappati da casa", che all'epoca erano una moltitudine. Gli anni vanno dal ’64 al ’67.&amp;nbsp; Ipreservativi gonfiati e appesi come arredo a Les Enfants... non piacquero a un genitore sulletracce del figlio adolescente che denunciò la terribile oscenità, la questurachiuse il locale e non fu mai riaperto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/VdvLglOxZ8w/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VdvLglOxZ8w&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/VdvLglOxZ8w&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6680106230876685135-2959996593645441727?l=richiferrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://richiferrero.blogspot.com/feeds/2959996593645441727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/beat-generation-torino-lanello-mancante_06.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/2959996593645441727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/2959996593645441727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/beat-generation-torino-lanello-mancante_06.html' title='Les Enfants Terribles'/><author><name>Richi Ferrero</name><uri>https://profiles.google.com/109200748111606558422</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Torino, Italia</georss:featurename><georss:point>45.0708515 7.6843404</georss:point><georss:box>44.981139500000005 7.5264119 45.1605635 7.8422689</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6680106230876685135.post-271598248470006902</id><published>2011-12-05T16:23:00.001+01:00</published><updated>2012-02-03T23:20:27.192+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='beat generation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><title type='text'>Catena e l'Indiano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="color: #cccccc;"&gt;1968: Catena e l’Indiano procedevano con passo futurista sulmarciapiede di corso Palestro direzione via Cernaia lato negozio delle missioni.Il dialogo tra i due non s’interrompeva neanche quando Catena accelerava o rallentavail passo a seconda del procedere dello sconosciuto che gli camminava davanti.Catena &amp;nbsp;era &amp;nbsp;collegato all’ignaro passante da un elasticoinvisibile che doveva tenere sempre in tensione e mai lasco. L’Indiano, piùnormalmente, non poteva calpestare le righe perpendicolari alla strada cheseparavano un lastricato del marciapiede dall’altro. Per questo le nostrechiacchiere le facevamo sopra e intorno alla panchina dove almeno eravamo tuttipiù o meno fermi. &amp;nbsp;La panchina stava nelcentro-viale di corso Palestro davanti al bar Cecchi a pochi metri da viaGaribaldi.&amp;nbsp; Al bar Cecchi non ci sientrava mai, neanche se pioveva. Chi invece ci viveva, al Cecchi, eranoSalvatore, il venditore di anfetamine in pillole; Metredina prima e &amp;nbsp;Magriz poi e Tarzanetto con la strana facciad’albino biondo, finito male presto, lui e la sua pistola che esibiva troppo. ACatena succedeva di doversi fermare, talvolta anche abbastanza a lungo,specialmente di notte, quando perdeva lo sconosciuto passante che lo precedeva,magari perché era scomparso in un portone. A quel punto aspettava di agganciarsiad un nuovo ignaro che andasse nella direzione da lui voluta. Perché quellodella direzione era un problema aggiunto mica da poco nella Torino notturna del1968 assolutamente deserta. Altra storia girare in centro di giorno doveaggancio e direzione avevano possibilità continue e infinite nel formicolareumano della città. L’indiano vestiva jeans trucidi bordati al fondo con unafettuccia a fiori, un gilè marrone di cuoio consumato sulle braccia nude ancorapulite, dalle vene integre, che avrebbe trasformato nel giro di mille giorni intatoo – ematomi, bluastri e duri, con incredibili cavalli di amfetamina e oppio. L’Indiano, cappellone biondo fluente, spalle larghe e passo tra lerighe del lastricato, non si separava quasi mai da Catena, bruno, capellimossi, dalla trascuratezza semplice, l’impermeabile grigio e liso, raccontavavisioni e sogni condendoli con la realtà, poeta e filosofo disquisivaincantandosi, parlava, diceva, si fermava improvvisamente, perso il filo persotutto, cervello resettato, nuova storia.&lt;/span&gt; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6680106230876685135-271598248470006902?l=richiferrero.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://richiferrero.blogspot.com/feeds/271598248470006902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/beat-generation-torino-lanello-mancante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/271598248470006902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6680106230876685135/posts/default/271598248470006902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://richiferrero.blogspot.com/2011/12/beat-generation-torino-lanello-mancante.html' title='Catena e l&apos;Indiano'/><author><name>Richi Ferrero</name><uri>https://profiles.google.com/109200748111606558422</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Torino, Italia</georss:featurename><georss:point>45.0708515 7.6843404</georss:point><georss:box>44.981139500000005 7.5264119 45.1605635 7.8422689</georss:box></entry></feed>
